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Cosa c’è di Sbagliato nella Prostituzione?

Quest’articolo si propone di esaminare la prostituzione e le sue conseguenze sulla vita delle persone, nella considerazione dei collegamenti intrinseci con la pornografia, con il traffico sessuale e con lo sfruttamento sessuale minorile, il connaturato razzismo e la ragione per cui bisognerebbe attribuire la piena responsabilità a chi sorregge le redini del fenomeno (articolo originale su Nordic Model Now!)

Geena Leigh è stata coinvolta nella prostituzione per 19 anni, dall’età di 18. Nella sua presentazione per un’indagine parlamentare sulla regolamentazione dei bordelli, Geena ha affermato che la prostituzione “riesce a derubare le donne di tutti i loro sogni, di tutti i loro obiettivi e della loro stessa meravigliosa essenza. Durante gli anni in cui sono stata prostituita, non ho incontrato una sola donna che amasse fare quello che faceva. Tutte cercavano di uscirne”.  

“Se è legale non può essere poi così male”. Se lo ripeteva per sopportare e andare avanti
“nonostante fosse una vita di assoluta miseria”.

Geena vive in Australia, dove la tratta sessuale è decriminalizzata in alcuni stati. Nella presentazione al governo Australiano ha raccontato di come, quando cercava di uscire dal giro, continuasse a pensare “Se è legale non può essere poi così male”. Se lo ripeteva, ancora e ancora, per sopportare lo stato delle cose e andare avanti, “nonostante fosse una vita di assoluta miseria”.

Cos'è il Femminismo Critico del Genere?



L'espressione Femminismo Critico del Genere si riferisce a quella branca del femminismo che considera il genere un costrutto sociale dannoso, spesso confuso con il sesso.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il genere come "ruoli, comportamenti, attività e qualità socialmente costruiti e considerati appropriati per gli uomini e le donne".

Le femministe critiche del genere ritengono che i ruoli, i comportamenti e le qualità attribuiti alle donne costituiscano una forma di prevaricazione che rinforza la loro subordinazione agli uomini. Ritengono altresì che i ruoli, i comportamenti e le qualità attribuite agli uomini servano a preservare il loro dominio sulle donne. Pertanto, alcune femministe critiche del genere si considerano "abolizioniste del genere" e combattono contro gli stereotipi di genere.